Attività specialistiche

Approccio integrato

Approccio integrato clinico-diagnostico nella gestione della gravidanza

Sezione a cura della Dott.ssa Alessandra Lesca.

Nell’ostetricia moderna si vuole oggi offrire alle pazienti in gravidanza un percorso, con le opportune personalizzazioni, che consenta la minimizzazione dei rischi che la gravidanza puo’ comportare e la possibilità di avvalersi delle più recenti metodologie aggiornate in tempo reale alla luce della sintesi della migliore letteratura internazionale e delle linee guida più recenti.

PRIMA VISITA con analisi dei rischi genetici e personali della coppia e programmazione degli eventi diagnostici standard e personalizzati. Controllo ematologico completo e di screening infettivologico
Valutazione globale apparato genitale e mammelle.

ECOGRAFIA DELLE XII  SETTIMANA con studio  morfologico  precoce e  valutazione del rischio di sindrome di Down attraverso lo studio della translucenza nucale, della flussimetria del dotto venoso, del rigurgito tricuspidale, della ricerca dell’osso nasale ed eventuale studio biochimico con il BI-TEST.
Valutazione dei nuovi screening prenatali (DNA fetale su sangue materno) 

ECOGRAFIA PREMORFOLOGICA DELLA XVI SETTIMANA con ricerca dei marcatori ecografici di malattie cromosomiche (SOFT MARKERS)

ECOGRAFIA MORFOLOGICA DELLA XXI  SETTIMANA con studio completo dell’ anatomia fetale e nuova valutazione dei SOFT MARKERS

CONTROLLO A 24 SETTIMANE con dopplerflussimetria, valutazione ecografica cervicale ed eventuale  prescrizione del test da carico orale di glucosio per la determinazione del rischio di diabete gestazionale

CONTROLLO A 28 SETTIMANE con valutazione ecografica del collo uterino e della crescita fetale. Ecografia 3D – 4D  quando possibile

ECOGRAFIA DELLA XXXII – XXIV  SETTIMANA con nuova valutazione della morfologia e della crescita fetale, monitoraggio del benessere fetale con dopplerflussimetria del funicolo. 

CONTROLLO A 36 SETTIMANE con esecuzione esami pre-parto, controllo benessere fetale, valutazione cervicale e formulazione del bilancio di salute  e invio al booking ospedaliero

EVENTUALE CONTROLLO PRESSO IL TERMINE per verifica benessere e accrescimento fetale con controllo della dopplerflussimetria del funicolo e dell’indice amniotico (AFI)

CONTROLLO POST PARTUM dopo 1 mese  con controllo ecografico della cavità uterina, valutazione della muscolatura perineale e delle mammelle

Decalogo per una maternita’ serena

1 - CHIEDI quali sono i rischi per il tuo bambino se hai avuto un aborto, una gravidanza difficile o se hai malattie o handicap in famiglia

2 - ACCERTATI se sei protetta o esposta a malattie pericolose per il nascituro

3 - CURA l’ alimentazione, l’igiene, il benessere fisico e psicologico durante la gravidanza

4 - EVITA fumo, droghe, eccesso di bevande alcooliche, esposizione ai raggi X anche nella seconda metà del ciclo

5 - ASSUMI farmaci solo su precise indicazioni mediche

6 - INFORMATI sulla valutazione personalizzata dei rischi di anomalie cromosomiche del bambino con metodi non invasivi e valuta la possibilità di eseguire i test invasivi tenendo conto dei rischi connessi

7 - FAI un’ecografia completa e accurata tra le 20 e le 22 settimane che consente di identificare almeno il 50% delle malformazioni

8 - SAPPI che e’ possibile curare una malformazione anche in utero o dopo la nascita del bambino in centri specializzati ove programmare il parto

9 - CONSIDERA che alcune malformazioni o anomalie non diagnosticabili in utero possono essere identificate con esami fatti sul bambino dopo la nascita (es. sul sangue, ecografie specifiche)

10 - AFFIDATI a professionisti competenti con cui condividere scelte e percorsi, segui le indicazioni mediche su esami e cure e sii scrupolosa nel conservare le documentazioni fondamentali per il controllo della gravidanza e per l’ accesso all’ ospedale scelto per il parto.

(decalogo adattato da Fondazione ASM – Associazione Italiana per lo Studio delle Malformazioni)

Informazioni sull’ecografia ostetrica

Fonte : Società Italiana di Ecografia Ostetrica e Ginecologica (SIEOG)

L’ecografia ostetrica

Perché fare l’ecografia in gravidanza?
L’ecografia in gravidanza ha scopi diversi a seconda dell’epoca gestazionale in cui viene eseguita. Ad oggi in media tre sono le ecografie da eseguire: una nel primo, una nel secondo e una nel terzo trimestre. In alcuni casi (ad esempio rallentamento della crescita fetale),può rendersi necessario effettuare un numero maggiore di esami. Le informazioni vengono generalmente acquisite come delle immagini bidimensionali. In casi selezionati, come nel sospetto di anomalie della colonna vertebrale o del volto fetale, ecc., l’acquisizione di immagini tridimensionali consente di ottenere un maggior numero di dettagli.

Che cosa vede l’ecografia in gravidanza?
Nei primi tre mesi di gravidanza, l’ecografia consente di definire la sede della gravidanza, il numero di embrioni o feti, di visualizzare l’attività cardiaca, di valutare se l’epoca gestazionale corrisponde alla data dell’ultima mestruazione e di misurare lo spessore della translucenza nucale. Nel secondo trimestre di gravidanza, l’ecografia permette di studiare l’anatomia fetale e di valutare se le dimensioni fetali (testa, addome, femore) corrispondono ai valori di riferimento per quell’epoca gestazionale. In questo stesso periodo, si visualizzano la sede di inserzione placentare e la quantità di liquido amniotico. Quest’ecografia viene effettuata di solito tra la 19a-22a settimana e viene comunemente chiamata ecografia morfologica o ecografia di screening delle malformazioni fetali del secondo trimestre. Nel terzo trimestre, l’ecografia serve a valutare l’accrescimento fetale, la quantità di liquido amniotico, la localizzazione placentare e la presentazione fetale. Viene effettuata tra la 30a-34a settimana e viene definita come l’ecografia dell’accrescimento.

Quali anomalie fetali si visualizzano con l’ ecografia?
L’esperienza finora acquisita suggerisce che un esame ecografico routinario consente di identificare dal 30 al 70% delle malformazioni maggiori fetali, cioè di quelle malformazioni che richiedono un trattamento chirurgico o assistenza medica dopo la nascita.

La possibilità di rilevare un’anomalia maggiore dipende da diversi fattori:

  • dalla localizzazione dell’anomalia: si individuano più facilmente le anomalie del sistema nervoso centrale o dell’apparato urinario rispetto alle anomalie cardiache.
  • dall’epoca gestazionale in cui si esegue l’esame (alcune anomalie fetali si manifestano solo nel terzo trimestre)
  • dall’entità dell’anomalia: più la struttura esaminata è compromessa, più è possibile vedere l’anomalia.
  • dalla posizione fetale: le anomalie della colonna si vedono meglio con il feto in presentazione cefalica e dorso anteriore, mentre le anomalie cardiache si vedono meglio con il feto col dorso posteriore.
  • dallo spessore dell’addome materno: maggiore è lo spessore dell’addome, maggiore è la difficoltà degli ultrasuoni a raggiungere le strutture da esaminare. ​A volte, in questi casi, la via transvaginale, quando possibile, consente di visualizzare meglio le strutture fetali vicine alla sonda dall’apparecchiatura a disposizione: più sofisticata è l’apparecchiatura, migliore è la qualità dell’ immagine.

È possibile che talune anomalie fetali possano NON ESSERE RILEVATE all’esame ecografico. Inoltre, come già riportato in precedenza, alcune malformazioni si manifestano tardivamente (al 7°-9° mese) e perciò non sono visualizzabili durante le ecografie eseguite in epoche gestazionali più precoci, inclusa quella relativa allo screening delle anomalie fetali. Non è compito dell’ecografia di routine rilevare le cosiddette anomalie minori (ad esempio le anomalie delle dita delle mani e dei piedi). Quando durante l’ecografia di routine si sospetta o si accerta la presenza di un’anomalia fetale, viene richiesta un’ecografia di 2° livello. Questo tipo di ecografia viene eseguita da operatori esperti in diagnosi prenatale, in centri specializzati dotati di apparecchiature sofisticate e in grado di gestire sia gli aspetti prenatali che postnatali di una patologia determinata.

Cos’è e a che cosa serve l’esame doppler.
La velocimetria doppler è una metodica diagnostica non invasiva, che attraverso la visualizzazione ecografica di alcuni vasi sanguigni materni e fetali, consente lo studio del flusso ematico al loro interno.
I vasi più studiati sono l’ arteria ombelicale e le arterie uterine. Lo studio doppler andrebbe effettuato nelle gravidanze complicate da un rallentamento della crescita fetale, da ipertensione arteriosa o nelle gravidanze a rischio di sviluppare una di queste patologie. Tale metodica è da considerarsi una  metodica di II livello , da riservarsi pertanto a casi selezionati di patologia materna o fetale.

L’ecografia al momento della visita ostetrica o ECOGRAFIA OFFICE.
È consuetudine ormai molto diffusa effettuare un’ecografia quando la paziente si presenta per la visita in gravidanza. Questo tipo di ecografia viene definita come ecografia di supporto o ecografia office ed è finalizzata all’acquisizione di quei dati che, insieme alla visita ostetrica, possono essere utili nella gestione clinica della paziente. Pertanto si tratta di un’ecografia relativamente semplice, nella quale si visualizza la camera ovulare in utero, il battito cardiaco fetale, si definisce la presentazione fetale e si valuta la quantità di liquido amniotico. Tuttavia, non vi sono evidenze sull’utilità di effettuare l’ecografia di supporto durante la visita e soprattutto non bisogna pensare che questo tipo di ecografia sia sostitutiva delle ecografie previste come “formali” (cioè 12 - 21 - 32 settimane).